POESIA CASUALE

Ferragosto a Roma

Deserto d’umanità:
la bomba atomica
fu un gavettone.

Esco a prendere un gelato.
Lo mangio al centro della strada.

Non ci fosse il gelataio mi sentirei
l’ultimo uomo sulla Terra.

Ma le tante macchine parcheggiate
svelano l’inganno.

Lo so che siete tutti
nascosti in casa.

Spiate dalle finestre
chi non c’è più.

Uscite,
l’arietta è fresca,
il sole tiepido.

Non abbiate vergogna
della vostra urbanità,
la pochezza è ben altra cosa.

Crema e cioccolato;
trema, è coccolato
chi non ha pietà
e vuole sapere troppo.

Ah,
vento destato
e vento che mai
fu Trento.